I pronomi personali. Parte 3. (Pronomi indiretti)

непрямі особові займенники в італійській мові

In questo articolo dedicato ai pronomi personali vi racconterò dei pronomi personali indiretti che sostituiscono l’oggetto indiretto nelle frasi.

Vi ricordo che nell’articolo “I pronomi personali. Parte 1.” abbiamo parlato  dei pronomi personali che sostituiscono nelle frasi il soggetto, ovvero una persona o una cosa che compie una azione. I pronomi personali rispondono alle domande  “chi?”, “che cosa?”,  per esempio,  Lui (chi?) legge il libro. 

Percento

Sostantivo invariabile percento

Al contrario di altre lingue nelle quali la parola “percento” si usa sia in forma singolare che plurale, nella lingua italiana la parola in questione è invariabile e si usa solo al singolare. Per esempio:

Una lezione con Gianni Rodari

« Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: – Buon viaggio! »

(Gianni Rodari, Il giovane gambero, da “Favole al telefono”)

Il 23 ottobre, 94 anni fa, nasce Gianni Rodari, un famosissimo scrittore, giornalista e pedagogista italiano.

Rendere pan per focaccia

L’espressione “Rendere/restituire pan per focaccia” significa ricambiare con uguale o maggiore asprezza una offesa, un torto o un danno ricevuto, in poche parole vendicarsi. Si può usare anche in modo scherzoso. L’origine della frase è sconosciuto ma già nell’antica Roma esistevano dei modi di dire simili. La prima traccia scritta dell’espressione si trova nell’ottava novella dell’ottavo giorno del Decamerone del Boccaccio.

In bocca al lupo!

Faccio il mio “In bocca al lupo!” a tutti gli studenti e scolari che oggi tornano a faticare sui banchi! Ecco quindi la prima lezione della giornata:
per augurare scherzosamente la fortuna a qualcuno si usa la frase “In bocca al lupo!”. E la risposta a questo augurio è: “Crepi il lupo!”

Il Liber Paradisus

Il Liber Paradisus (“Il Libro Paradiso”) è un libro che contiene il testo della legge emessa nel 1256 dal Comune di Bologna che proclamò l’abolizione della servitù e la liberazione dei servi della gleba.

Il 25 agosto 1256 i cittadini bolognesi quando sentirono i rintocchi della campana del palazzo del Podestà scesero in piazza Maggiore dove l’allora podestà Bonaccorso da Soresina  annunciò la liberazione di quasi  6 000 servi. La tesoreria comunale li riscattò con il pagamento di 8 e 10 lire d’argento bolognesi

La strana parola “magari” e come usarla

La strana parola “magari”…  Almeno per me era strana e non riuscivo a capire come e quando usarla. Purtroppo certe cose si capiscono solo con il tempo. Spero che voi non abbiate questo problemino altrimenti vediamo insieme quando usare la parola in questione.

Faccio una piccola premessa sull’etimologia della parola. “Magari” proviene dalla lingua greca dove ha il significato di “felice, fortunato”.  Spero che questo piccolo particolare vi aiuterà a capire meglio l’uso di “magari” nella lingua italiana.

Dunque, l’uso della parola “magari” può essere diviso in 3 casi particolari:

Ferragosto: origini e storia.

Ferragosto. - Ферраґосто - початок відпусток.

Il Ferragosto è una delle feste più attese, si festeggia il 15 agosto ed è il giorno non ufficiale dell’inizio delle vacanze. È una delle ricorrenze più antiche d’Italia le origini della quale affondano nel 18 a.C. e, come tante altre, è una miscela delle tradizioni pagane e cristiane. Il nome Ferragosto deriva dal latino “feriae Augusti” che significa “riposo di Augusto”, il primo imperatore romano, da cui prende il nome l’ultimo mese d’estate.

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