Il passato remoto

... quando si trovò a fronte dei due galantuomi, disse mentalmente: ci siamo; e si fermò su due piedi. ("I promessi sposi", A.Manzoni)
... quando si trovò a fronte dei due galantuomi, disse mentalmente: ci siamo; e si fermò su due piedi. ("I promessi sposi", A.Manzoni)

Tra i tempi verbali il passato remoto viene considerato uno tra i più difficili. In questo articolo vedremo che non è proprio così e l’unica vera difficoltà è l’alto numero di verbi irregolari. Ma per ogni irregolarità ci sono le regole.

Il passato remoto è il tempo che esprime le azioni che sono successe in un passato lontano e che non hanno più nessuna relazione con il presente, né quella fisica né quella emozionale.

Proprio per questo viene spesso usato per raccontare fatti storici od anche in narrativa.

L’estate di San Martino

Le mezze stagioni spesso vengono caratterizzate da un clima fortemente variabile, e così come in primavera esistono i periodi freddi, in autunno esistono periodi caldi. In Italia con l’estate di San Martino (Indian summer) si chiama quel periodo autunnale durante il quale, dopo le prime gelate, si verificano solitamente condizioni climatiche di tempo bello e relativamente caldo.

Cu, qu e cqu

 

Le combinazioni QU, CU e CQU hanno un suono molto simile, è quindi normale che si possano fare degli errori nella scrittura.

Ma per evitare questi errori basta ricordare qualche regola di base.

Antipatia

Tutte queste frasi servono a descrivere o esprimere un senso di antipatia. Ma poiché il sentimento può essere più o meno forte, le parole da usare cambiano.

Il patrono di Bologna

San Petronio, l’ottavo vescovo di Bologna, e poi anche il patrono della città nacque nell’anno 370 d.c.

Secondo una leggenda, era discendente di una nobile famiglia romana, invece un’altra leggenda racconta che era di origini greche e parente dell’imperatore Teodosio II.

Andare e venire

I verbi “andare” e “venire” sono i verbi che descrivono movimento ma movimento in direzioni diverse. E quindi, prima di tutto bisogna capire meglio i significati di base di questi verbi.

Allora, quello di “andare” è “muoversi, spostarsi verso un luogo”

E il significato di base del verbo “venire” è “muoversi, recarsi nel luogo in cui si trova o dove va la persona con cui si parla o la persona che parla”.

Metterci e volerci

I verbi pronominali contengono uno o più pronomi che cambiano profondamente il significato dei verbi.
“Metterci” e “volerci” sono quelli più usati. Vediamo come cambia il significato di queste parole quando a esse si aggiunge il pronome “ci”.