I verbi riflessivi nella lingua italiana

Oggi parliamo dei verbi riflessivi nella lingua italiana. Ma prima ricordiamo cosa sono i verbi. Allora, il verbo è una parola che descrive un’azione che compie o subisce un soggetto.

I verbi che descrivono un’azione che cade sullo stesso soggetto che la compie si chiamano i verbi riflessivi, per esempio: lavarsi ( lavare se stesso), nascondersi (nascondere se stesso), vestirsi (vestire se stesso) e così via.

Esistono anche dei verbi l’azione di quali è reciproca e avviene tra due o più persone, per esempio sposarsi (una persona sposa l’altra), conoscersi (es. io conosco te e tu conosci me) etc. Questi verbi si chiamano i verbi reciproci. 

Nella lingua italiana tutti questi verbi finiscono in “–si”, per esempio: lavarsi, nascondersi, alzarsi, amarsi etc.

Coniugazione dei verbi riflessivi nella lingua italiana.

I verbi riflessivi (e i reciproci) consistono  di un verbo normale, che descrive l’azione,  e il pronome riflessivo “si”.  Per coniugare i verbi riflessivi basta coniugare la base come un verbo normale e sostituire il pronome si, con i pronomi mi, ti, si, ci, vi in base al soggetto. Proviamo a coniugare il verbo chiamarsi.  Tutti lo conosciamo  sin dalle prime lezioni d’italiano e già sappiamo coniugarlo senza errori!

chiamarsi
(io) mi chiamo (noi) ci chiamiamo
(tu) ti chiami (voi) vi chiamate
(lui, lei, lei) si chiama (loro) si chiamano

Mi chiamo Elena. , Ti chiami Pietro.  e così via.

E per chiudere con i verbi riflessivi  aggiungo altre due cose da ricordare.

1. Costruzione “verbo + un infinito riflessivo”

Se in una frase abbiamo la costruzione  “verbo + un infinito riflessivo”, allora il pronome riflessivo  può andare prima del verbo (а) oppure dopo all’infinito attaccandosi ad esso (in questo caso cade anche la vocale “e” nella desinenza dell’infinito) (b). Per esempio, la frase «dovere alzarsi»:

(а) Domani mi devo alzare alle 6.

(b) Domani devo alzarmi alle 6.

2. I verbi riflessivi nei tempi composti

I tempi composti dei verbi riflessivi si formano con l’ausiliare essere, per questo il participio passato si concorda sempre con il soggetto.

Elena si è alzata alle 6 e Daniele si è alzato alle 8.

I ragazzi si sono fermati al bar per prendere caffè.

Ieri mi sono alzata alle 6.

NB! Con i verbi modali “potere”, “dovere”, “volere” l’ausiliare cambia con la posizione del pronome riflessivo. Se il pronome riflessivo si trova prima del verbo modale si usa l’ausiliare “essere” (a); se il pronome riflessivo è dopo l’infinito si usa l’ausiliare “avere” (b).

(a) Ieri mi sono dovuta alzare alle 6.

(b) Ieri ho dovuto alzarmi alle 6.

E con questo finisco l’articolo sui verbi riflessivi nella lingua italiana.  Se avete delle domande o dei dubbi scrivetemi qui sotto.

5 comments on “I verbi riflessivi nella lingua italiana

  1. Linka Settembre 9, 2015

    Volevo chiedere in quale caso e come usare l’imperfetto e i verbi riflessivi? Grazie! :mail:

  2. Ahmed Marzo 22, 2016

    In vero ,molto utile e dilettevole sito da frequentare. …grazie mille

  3. Debora Marzo 5, 2019

    ;-) ;-) ;-) :good: :good: ;-)

  4. Debora Marzo 5, 2019

    questo sito è davvero molto utile per me che non so niente di grammatica

    1. Elena Marzo 5, 2019

      Grazie, Debora!

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