I pronomi personali. Parte 2. (Pronomi diretti)

Nell’articolo «I pronomi personali. Parte 1.» abbiamo studiato i pronomi personali che sostituiscono il soggetto della frase, ovvero  un essere o una cosa che compie un’azione.

Ma oltre il soggetto, i pronomi personali possono sostituire anche un oggetto, cioè un essere o una cosa che subisce l’azione del soggetto. Per esempio:
Lui festeggia il compleanno. –  l’oggetto “il compleanno” subische l’azione del soggetto, ovvero viene festeggiato da lui (soggetto).
Io accompagno i bambini in palestra. – l’oggetto “i bambini” subisce l’azione del soggetto: i bambini vengono portati in palestra da me (soggetto). 

I pronomi personali. Parte 1.

Oggi parliamo dei pronomi nella lingua italiana.
Prima di tutto ripassiamo che cos’è il pronome. Il pronome è la parte della lingua che sostituisce il nome. Il pronome indica l’oggetto o le sue proprietà, ma non lo nomina.  Per esempio: Ti piacciono gli spaghetti? – No, li detesto. (il pronome li nella seconda frase sostituisce il nome “gli spaghetti” ovvero indica l’oggetto senza nominarlo.)

Dopo aver ripassato la regola di base vediamo quali tipi di pronomi esistono nella lingua italiana.
Allora, ci sono: pronomi personali,  pronomi  possessivi,  pronomi  dimostrativi, pronomi indefiniti, pronomi interrogativi ed esclamativi e pronomi  relativi.

Il trapassato prossimo

Diversamente dalla lingua ucraina, che ha solo un tempo passato, nella lingua italiana ne esistono cinque. Ho già pubblicato alcuni articoli sui tempi passati – il passato prossimo, l’imperfetto e il passato remoto – e oggi parliamo del trapassato prossimo.
Il trapassato prossimo indica un’azione del passato accaduta prima di un’altra azione sempre nel passato. Allora, se abbiamo un’azione nel passato descritta con il tempo passato, è logico che un’azione che è successa prima di questa azione passata sarà descritta con il tempo trapassato (prima del passato), nel nostro caso con il trapassato prossimo.

L’uso degli articoli con date, giorni, ore e percentuali

L’uso degli articoli davanti ad alcune parole dipende sia dalle vere e proprie regole grammaticali che dalla standardizzazione della lingua. Usando tali standard e regole ho fatto questo elenco con alcuni usi degli articoli con le date, i giorni, le ore e le percentuali.

1) Con gli anni si usa l’articolo determinativo:
il 1980, nel 988, il sessanta > il ’60, del venti, l’ottantacinque (l’85), dell’ottantacinque (dell’85), negli anni 50 ecc.

Mettiamo gli accenti

Nella lingua italiana esistono accenti grafici e fonici. L’accento fonico lo mettiamo durante la pronuncia delle parole e il grafico durante la scrittura. Di solito nella lingua scritta l’accento viene quasi sempre omesso tranne alcuni casi che vediamo ora. 

Articolo determinativo e indeterminativo: le regole di base

Finalmente il grosso uovo si aprì e lasciò uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.
Finalmente il grosso uovo si aprì e lasciò uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.

In lingua italiana quasi sempre un sostantivo è preceduto da un articolo. “Quasi sempre” perché esistono dei casi quando un sostantivo si usa senza l’articolo. La scelta dell’articolo dipende dalla situazione o dal contesto. E se essi cambiano cambia anche l’articolo. Per esempio:

Il passato remoto

... quando si trovò a fronte dei due galantuomi, disse mentalmente: ci siamo; e si fermò su due piedi. ("I promessi sposi", A.Manzoni)
... quando si trovò a fronte dei due galantuomi, disse mentalmente: ci siamo; e si fermò su due piedi. ("I promessi sposi", A.Manzoni)

Tra i tempi verbali il passato remoto viene considerato uno tra i più difficili. In questo articolo vedremo che non è proprio così e l’unica vera difficoltà è l’alto numero di verbi irregolari. Ma per ogni irregolarità ci sono le regole.

Il passato remoto è il tempo che esprime le azioni che sono successe in un passato lontano e che non hanno più nessuna relazione con il presente, né quella fisica né quella emozionale.

Proprio per questo viene spesso usato per raccontare fatti storici od anche in narrativa.

Cu, qu e cqu

 

Le combinazioni QU, CU e CQU hanno un suono molto simile, è quindi normale che si possano fare degli errori nella scrittura.

Ma per evitare questi errori basta ricordare qualche regola di base.