Andare e venire

I verbi “andare” e “venire” sono i verbi che descrivono movimento ma movimento in direzioni diverse. E quindi, prima di tutto bisogna capire meglio i significati di base di questi verbi.

Allora, quello di “andare” è “muoversi, spostarsi verso un luogo”

E il significato di base del verbo “venire” è “muoversi, recarsi nel luogo in cui si trova o dove va la persona con cui si parla o la persona che parla”.


Entrambi i verbi usano delle preposizioni per descrivere più precisamente il movimento. Adesso parliamo delle preposizioni “a” e “da” che di solito creano troppe confusioni.

Quindi, la preposizione “а serve per descrivere il movimento verso un oggetto e la preposizione “da”  per  descrivere il movimento verso una persona.

Vado a Leopoli. – (movimento verso oggetto – città).
A che ora vai al lavoro?  – (movimento verso oggetto – ufficio)
Maria va da Francesca a studiare. – (movimento verso una persona)
Vado a Cipro la settimana prossima. – (movimento verso oggetto – isola).
Vengo a Cipro la settimana prossima. – (e, per esempio, trascoreremo le vacanze іnsieme; movimento nel luogo in cui si trova (a Cipro) la persona con cui si parla).
Vengo a prenderti alle 20:00. (movimento verso una persona)
Luca viene alla festa? (movimento verso una persona)

E adesso la cosa più complicata.

La preposizione “da” usata con il verbo “venire” può avere due significati:
1) “muoversi, recarsi nel luogo in cui si trova o dove va la persona con cui si parla o la persona che parla” (quello già lo sappiamo);
2) allontanarsi dall’oggetto o persona (e muoversi verso la persona con cui si parla):

Bisogna stare sempre molto attenti con la preposizione “da” quando essa viene usata con “venire”.

Da dove vieni? – Vengo dall’ufficio. – (Un amico incontra un altro e ll gli chiede da dove viene; movimento verso la persona che parla – da dove vieni?; allontanamento dall’oggetto “ufficio” e movimento verso la persona che parla – Vengo dall’ufficio. )
Da chi vieni? – Vengo da Stefano.

La frase  «Da chi vieni?» si usa di rado  e di solito nelle situazioni in cui il vostro interlocutore sa che siete stati  da qualcuno e con questa domanda vuole precisare la persona. In tutti gli altri casi vi faranno la domanda «Da dove vieni?»

Dove sei adesso? – In «La Feltrinelli» – Bello! Vorrei anch’io comprarmi qualche libro. Aspettami là, vengo da te. (movimento verso la persona, nel posto in cui si trova questa persona)

– Domani sera vado al cinema per guardare “Jungo Unchained”. (movimento verso l’oggetto – cinema)
– Oh, è un film bellissimo e non mi dispiacerebbe guardarlo ancora. Allora, vengo al cinema anch’io. (movimento nel luogo dove sarà la persona con cui si parla)
– E io domani sera vado all’opera. (movimento verso l’oggeto – opera;  non ci sarà nessuno delle persone con cui si parla, e quindi si usa il verbo “andare”).

Due amiche parlano e una domanda all’altra:
Dove vai adesso?  – Vado dal dottore. (movimento verso una persona-non interlocutore)

Marito e moglie devono andare dal dottore insieme. La moglie à già arrivata e il marito invece non c’è. Gli telefona:
Ma dove sei? – Sto venendo dal dottore! (movimento verso il posto in cui è la persona con cui si parla)

 

8 comments on “Andare e venire

  1. Silvia Alejandra Cabaleiro Marzo 13, 2015

    È molto interessante come avete spiegato, in questo post, la differenza fra i verbi VENIRE e ANDARE. Soprattutto per noi, ispanofoni, è molto difficile capire bene la differenza tra di essi. Grazie!
    ;-)

  2. Vincenzo Settembre 7, 2015

    Sono italiano e ciononostante non avevo ancora chiara la distinzione tra “andare al” e “andare dal”. Grazie.

  3. Denis VASILYEV Settembre 21, 2016

    Salve! Non mi risulta chiara una cosa, la frase Vengo da Stefano, presa senza il contesto, puo significare sia il movimento verso la persona sia l’allontanamento da quella li. Come si distinguono questi due casi se non porgere la domanda di precisione Da chi vieni? Grazie.

    1. Elena Novembre 17, 2019

      Buonasera Denis,

      prima di tutto chiedo scusa per il “tempismo”: ho visto il suo commento solo qualche giorno fa.

      Probabilmente lei ha già risolto tutti i dubbi sull’argomento. Nel caso non fosse così, le lascio qui sotto la mia risposta.

      Forse, non sono stata abbastanza brava a spiegare questo passaggio:
      “La preposizione “da” usata con il verbo “venire” può avere due significati:
      1) “muoversi, recarsi nel luogo in cui si trova o dove va la persona con cui si parla o la persona che parla” (quello già lo sappiamo);
      2) allontanarsi dall’oggetto o persona (e muoversi verso la persona con cui si parla):”

      La differenza tra 1 e 2, è che nella prima situazione si tratta di movimento verso la persona CON cui si parla, e nella seconda, movimento dalla persona DI cui si parla.

      La frase “Vengo da Stefano” in questo caso significa movimento di allontanamento perché lei sta raccontando ad una terza persona (2) che sta arrivando dalla casa di Stefano.

      Spero di essere stata chiara questa volta altrimenti mi scriva.

      Cordiali saluti,
      Elena

  4. Ragnar Giugno 29, 2018

    Ciao! Penso che sia una delle cose che continuo a sbagliare nonostante madrelingua italiano! Semplicemente mi confonde le idee…
    Io la faccio molto semplice: andare = muoversi verso un posto, venire = muoversi da un posto.
    In altre parole, mi viene da usare venire solo se c’è moto da luogo e andare quando c’è moto verso luogo.
    Faccio molta fatica a capire il concetto di muoversi verso chi sta parlando per cui bisogna usare venire invece che andare quando si ha un moto verso luogo: lo trovo fuori da ogni logica…
    Grazie per il post! Chiarisce bene le cose!

  5. Marta Maggio 14, 2020

    Ciao, vorrei chiederti se è corretto “andare in posta” (l’ho sentito qualche volta) o si può dire solo “andare alla posta”? Grazie e saluti! :-)

    1. Elena Maggio 14, 2020

      Ciao Marta!

      Io dico “andare alla posta” e non ho mai sentito la variante “andare in posta”. Dopo aver fatto una breve ricerca su internet ho visto che non sei l’unica ad avere questo dubbio ed ecco la risposta che ho trovato sul sito del Corriere della Serra: “Premesso che l’uso di “in” e “alla” è ugualmente corretto e che la preferenza di uno rispetto all’altro dipende dal gusto e dall’eleganza del suono […]” ( https://bit.ly/2LxUKSh ).

      Ed ecco l’opinione dell’Accademia della Crusca:
      “A norma vorrebbe che si andasse ALLA posta (come ALLA Crusca o ALLA stazione), sempre più spesso però la preposizione articolata viene sostituita da quella semplice IN, è un uso che si sta diffondendo a partire dal Nord (in particolare da Milano) e che è già arrivato anche in Toscana (vado IN Crusca, ci vediamo IN stazione). “ https://bit.ly/2LvwBfs

      Spero di esserti stata d’aiuto.

      1. Marta Maggio 15, 2020

        Molte grazie, Elena. :yes:

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