Il congiuntivo imperfetto nella lingua italiana: la forma e l’uso

In questo articolo vediamo come si forma il congiuntivo imperfetto nella lingua italiana. Ma prima di cominciare vorrei indicarvi alcuni articoli dedicati al modo congiuntivo che possono esservi utili. Prima di tutto l’articolo “Introduzione al congiuntivo: quando e come si usa” e l’articolo “L’uso del congiuntivo nella lingua italiana”.

Chi è alle prime armi con il congiuntivo può rileggere anche gli articolo dedicati al congiuntivo presente: Il congiuntivo presente dei verbi regolari e Il congiuntivo presente: i verbi irregolari.

E adesso cominciamo con il Congiuntivo imperfetto.

Congiuntivo imperfetto: verbi regolari

cant-are ved-ere sent-ire fin-ire
cantassi vedessi sentissi finissi
cantassi vedessi sentissi finissi
cantasse vedesse sentisse finisse
cantassimo vedessimo sentissimo finissimo
cantaste vedeste sentiste finiste
cantassero vedessero sentissero finissero

Pensavo che tu lavorassi in banca. 

Vorrei che tu smettessi di dire le bugie

Congiuntivo imperfetto: verbi “essere” e “avere”

essere avere
fossi avessi
fossi avessi
fosse avesse
fossimo avessimo
foste aveste
fossero avessero

Pensavo che le sigarette fossero nella borsa. 

Pensavo che Mario avesse una macchina nuova. 

Congiuntivo imperfetto: verbi irregolari

Il congiuntivo imperfetto i verbi irregolari di solito sono gli stessi dell’ imperfetto indicativo e mantengono le stesse irregolarità.

fare dire bere porre tradurre trarre stare
facessi dicessi bevessi ponessi traducessi traessi stessi
facessi dicessi bevessi ponesse traducessi traessi stessi
facesse dicesse bevesse ponesse traducesse traesse stesse
facessimo dicessimo bevessimo ponessimo traducessimo traessimo stessimo
faceste diceste beveste poneste traduceste traeste steste
facessero dicessero bevessero ponessero traducessero traessero stessero

Pensavo che tu stessi per uscire.

Non ero sicura se tu bevessi vino bianco o quello rosso. 

NB! Le forme della prima e seconda persona singolare nel congiuntivo imperfetto sono uguali. Quindi, per evitare confusioni bisogna usare i pronomi personali, per esempio:

Pietro pensava che io lavorassi in banca. 

Pietro pensava che tu lavorassi in banca. 

L’uso del congiuntivo imperfetto

1) Il congiuntivo imperfetto si usa dopo i verbi  e le espressioni che richiedono il congiuntivo e serve per esprimere un’azione passata che si svolge contemporaneamente con un’altra azione passata descritta nella frase principale:

Pietro pensava (imperfetto indicativo), che le sigarette fossero sul tavolo.

Ho avuto (passato prossimo) l’impressione che tu stessi male.

2) Il congiuntivo imperfetto si usa anche dopo i verbi e le espressioni che reggono il congiuntivo quando sono al condizionale semplice, per esprimere un’azione contemporanea o futura rispetto all’azione nella frase principale.

Vorrei che tu rimanessi per un altro po’.

Mi piacerebbe che tu venissi con me al mare.

Sull’uso del congiuntivo imperfetto vi racconterò di più in un articolo dedicato.

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